Il primogenito della Signora dai capelli rossi Ilda,si chiama Antonio Pironti. : La voce dei senza voce: « "Ruby" e tricchete e tracchete.... | Homepage | A Sinistra (Comunisti) credono tutti di avere l'Aureola e noi l'Orecchino al naso.... »
22/01/2011
Il primogenito della Signora dai capelli rossi Ilda,si chiama Antonio Pironti.
boccassini1.jpgPressioni della Boccassini per salvare il figlio ?! Durante il talk Show "l'Ultima parola" su Rai 2 Sgarbi ritorna sulla vivenda di Antonio,il figlio della Pm Boccassini che fu coinvolto in una grossa rissa ad Ischia nel Luglio del 97.Se la cavò con una denuncia a piede libero. !! E il Gup decise di non processarlo neppure !!! Fu quando si accorse che il giovane Antonio Pironti era figlio della "Boccassini magistrato core di mamma" ???? !!!! Veramente un piccolissimissimo dubbietto mi è saltato nel mio cervellino....... ""Forse sbaglierò , se succedesse qualcosa a mio figlio e se avessi qualche potere ,forse lo metterei in atto come tutti i genitori . Mai come magistrato"". Il testimone ,Deputato Pdl Laboccetta : "si vociferò che fosse stato "GRAZIATO". E se fosse vero sarebbe curioso......" .Non soltanto curioso e sconcertante ; ma mamma Boccasini Ilda, dovrebbe dare le dimissioni da magistrato per aver "coperto" suo figlio indacato. La gente del Centrodestra non è stata mai "carogna" , molla l'osso subito,e lo mollerà anche per questo caso non andando a fondo e non dandole notizia roboante.Non è come le Sinistre che spolpano sempre l'osso fino al midollo,anche se si tratta soltanto di una "Passerina entrata dentro le lenzuola di Silvio nel suo letto privato" . .-(gioser)
- Inviata con Google Toolbar
Visualizzazione post con etichetta la famiglia boccassini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta la famiglia boccassini. Mostra tutti i post
giovedì 12 gennaio 2012
LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI. Chi ha graziato il figlio della Boccassini? ...Il perche' lo si sa... | Forum Radicali.it
LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI. Chi ha graziato il figlio della Boccassini? ...Il perche' lo si sa... | Forum Radicali.it: IL GIOVANE DENUNCIATO INSIEME AD ALTRI AMICI DAVANTI A UNA DISCOTECA
Rissa a Ischia, nei guai il figlio della Boccassini
----------------------------------------------------------------- Il giovane denunciato insieme ad altri amici davanti a una discoteca Rissa a Ischia, nei guai il figlio della Boccassini DAL NOSTRO INVIATO ISCHIA - Il figlio del sostituto procuratore di Milano Ilda Boccassini, il venticinquenne Antonio Pironti, e' stato coinvolto l'altra notte a Ischia in una rissa nei pressi di una discoteca. E insieme con i suoi amici (e i loro rivali) e' stato denunciato. L'episodio e' accaduto poco prima delle cinque del mattino all'esterno del night "Il Valentino", nella zona di Ischia Porto. Pironti sta trascorrendo sull'isola, di cui e' abituale frequentatore, le vacanze estive, e nella notte tra lunedi' e martedi' era stato in compagnia di due coetanei, Lucio Grassi e Luca Matrone, entrambi napoletani. Che cosa abbiano fatto i tre prima di arrivare davanti al night dove poi e' scoppiata la rissa, e' difficile dirlo. Ma probabilmente nulla di piu' o di meno di quello che fanno tutti i giovani e giovanissimi durante le notti dell'estate ischitana: si sta un po' in discoteca, poi si va a prendere il gelato in piazza, quindi si arriva magari fino alla spiaggia e alla fine si ricomincia il giro daccapo. E il giro di Pironti, Grassi e Matrone e' finito davanti a quel locale sorvegliato da due forzuti fratelli, Vincenzo e Ciro Cofano, 32 e 33 anni, che al "Valentino" lavorano come buttafuori. Ed e' stato con loro che Pironti e i suoi amici se le sono date di santa ragione. Pare che al momento di entrare nel locale i tre ragazzi siano stati bloccati perche', secondo quanto hanno raccontato alcuni testimoni, sembravano un po' troppo su di giri, e i fratelli Cofano devono aver pensato che sulla pista da ballo avrebbero potuto creare problemi. Invece i problemi sono cominciati subito. Perche' tra i buttafuori e i tre ragazzi sono immediatamente volate parole grosse, e altrettanto in fretta si e' passati a far volare pugni e calci. Alla scena era presente un carabiniere in borghese, Mario Perrotta, 30 anni, che ha cercato di intervenire per calmare gli animi, ma ha rischiato di uscirne peggio di tutti: uno degli amici di Pironti, Lucio Grassi, lo ha infatti aggredito violentemente, forse senza nemmeno capire che aveva di fronte un carabiniere. Per lui e' poi scattata anche la denuncia di oltraggio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. La rissa e' andata avanti fino a quando sono arrivati altri carabinieri che hanno bloccato i cinque e li hanno accompagnati in caserma. Grassi e Matrone, pero', hanno dovuto prima fermarsi al Pronto soccorso dell'ospedale Rizzoli: mettersi contro due buttafuori e' costato a entrambi parecchie ammaccature.
Bufi Fulvio
Pagina 12
(31 luglio 1997) - Corriere della Sera
- Inviata con Google Toolbar
Rissa a Ischia, nei guai il figlio della Boccassini
----------------------------------------------------------------- Il giovane denunciato insieme ad altri amici davanti a una discoteca Rissa a Ischia, nei guai il figlio della Boccassini DAL NOSTRO INVIATO ISCHIA - Il figlio del sostituto procuratore di Milano Ilda Boccassini, il venticinquenne Antonio Pironti, e' stato coinvolto l'altra notte a Ischia in una rissa nei pressi di una discoteca. E insieme con i suoi amici (e i loro rivali) e' stato denunciato. L'episodio e' accaduto poco prima delle cinque del mattino all'esterno del night "Il Valentino", nella zona di Ischia Porto. Pironti sta trascorrendo sull'isola, di cui e' abituale frequentatore, le vacanze estive, e nella notte tra lunedi' e martedi' era stato in compagnia di due coetanei, Lucio Grassi e Luca Matrone, entrambi napoletani. Che cosa abbiano fatto i tre prima di arrivare davanti al night dove poi e' scoppiata la rissa, e' difficile dirlo. Ma probabilmente nulla di piu' o di meno di quello che fanno tutti i giovani e giovanissimi durante le notti dell'estate ischitana: si sta un po' in discoteca, poi si va a prendere il gelato in piazza, quindi si arriva magari fino alla spiaggia e alla fine si ricomincia il giro daccapo. E il giro di Pironti, Grassi e Matrone e' finito davanti a quel locale sorvegliato da due forzuti fratelli, Vincenzo e Ciro Cofano, 32 e 33 anni, che al "Valentino" lavorano come buttafuori. Ed e' stato con loro che Pironti e i suoi amici se le sono date di santa ragione. Pare che al momento di entrare nel locale i tre ragazzi siano stati bloccati perche', secondo quanto hanno raccontato alcuni testimoni, sembravano un po' troppo su di giri, e i fratelli Cofano devono aver pensato che sulla pista da ballo avrebbero potuto creare problemi. Invece i problemi sono cominciati subito. Perche' tra i buttafuori e i tre ragazzi sono immediatamente volate parole grosse, e altrettanto in fretta si e' passati a far volare pugni e calci. Alla scena era presente un carabiniere in borghese, Mario Perrotta, 30 anni, che ha cercato di intervenire per calmare gli animi, ma ha rischiato di uscirne peggio di tutti: uno degli amici di Pironti, Lucio Grassi, lo ha infatti aggredito violentemente, forse senza nemmeno capire che aveva di fronte un carabiniere. Per lui e' poi scattata anche la denuncia di oltraggio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. La rissa e' andata avanti fino a quando sono arrivati altri carabinieri che hanno bloccato i cinque e li hanno accompagnati in caserma. Grassi e Matrone, pero', hanno dovuto prima fermarsi al Pronto soccorso dell'ospedale Rizzoli: mettersi contro due buttafuori e' costato a entrambi parecchie ammaccature.
Bufi Fulvio
Pagina 12
(31 luglio 1997) - Corriere della Sera
- Inviata con Google Toolbar
CSD - Cronologia
Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato" - Onlus
Cronologia
Fonti: 'Giornale di Sicilia', 'la Repubblica', 'Corriere della Sera', 'La Stampa'.
4 Agosto 1995CSD - Cronologia: Prosciolto dal gip di Napoli il giudice Nicola Boccassini, accusato di associazione camorristica.
- Inviata con Google Toolbar
Lo sport nazionale campano
Lo sport nazionale campano: Ma ci sono stravaganze ancora più clamorose nel pallottoliere di certa schizofrenia giudiziaria campana. A Palinuro, splendida località marina del Cilento, c'è stato a lungo un sindaco Dc, Romano Speranza. Ebbene, il suo è un vero e proprio record italiano, forse mondiale: ha subìto 500 (dicasi cinquecento) processi penali dalla procura di Vallo della Lucania per abuso d'ufficio. Speranza era accusato dai procuratori Nicola Boccassini (zio di Ilda la rossa) e Anacleto Dolce di aver rilasciato concessioni edilizie in assenza dello strumento urbanistico. Anziché unificare il tutto in un unico procedimento i magistrati incardinarono tutti e cinquecento i processi, uno per ogni concessione rilasciata dal Comune. Il perché lo diremo tra poco.
Speranza fu costretto a difendersi per cinquecento volte dalla stessa accusa e, se non avesse trovato un difensore come il penalista Felice Lentini, uno dei sempre più rari avvocati che non se la fanno addosso al cospetto di un magistrato, a quest'ora sarebbe ancora in giro per aule di tribunale. Dieci anni, cinquecento processi, cinquecento assoluzioni. Un'accusa in particolare ha del metafisico: mentre per 499 volte si contestava a Speranza di aver rilasciato licenze edilizie illegittime, nella cinquecentesima gli si addebitava il contrario. Cioè il sindaco di Palinuro aveva secondo i pm abusato del suo ufficio per "non" aver concesso i permessi a un certo signore. Si deve aggiungere altro? Ma perché fare 500 processi, con relativi aggravi di spese per lo Stato oltre che con lesione delle prerogative costituzionali dell'imputato, e non uno solo dal momento che la fattispecie era unica? Semplice: perché bisognava affidare altrettante perizie tecniche d'ufficio e incarichi difensivi. Si scoprirà poi che i due pm gestivano la procura sul "modello Milano". È storia nota che, ai tempi di Tangentopoli, a Milano non finivi dietro le "sbarre preventive" di Antonio Di Pietro (nella foto) e del pool se a difenderti erano Federico Stella o Antonio Lucibello: il prototipo venne assunto, su scala ridotta, a Vallo della Lucania in tema di periti di tribunale e avvocati. L'unica differenza sta nel fatto che Boccassini e Dolce finirono dopo qualche anno in manette. Oggi uno si gode la pensione da magistrato e l'altro fa l'avvocato. Speranza è stato rieletto sindaco nel 2007 nelle liste di centrodestra dopo aver fatto il tesoriere provinciale dell'Udc prima che il partito finisse nelle mani del "mai stato anticomunista" Ciriaco De Mita (copyright del Corriere della Sera).
- Inviata con Google Toolbar
Speranza fu costretto a difendersi per cinquecento volte dalla stessa accusa e, se non avesse trovato un difensore come il penalista Felice Lentini, uno dei sempre più rari avvocati che non se la fanno addosso al cospetto di un magistrato, a quest'ora sarebbe ancora in giro per aule di tribunale. Dieci anni, cinquecento processi, cinquecento assoluzioni. Un'accusa in particolare ha del metafisico: mentre per 499 volte si contestava a Speranza di aver rilasciato licenze edilizie illegittime, nella cinquecentesima gli si addebitava il contrario. Cioè il sindaco di Palinuro aveva secondo i pm abusato del suo ufficio per "non" aver concesso i permessi a un certo signore. Si deve aggiungere altro? Ma perché fare 500 processi, con relativi aggravi di spese per lo Stato oltre che con lesione delle prerogative costituzionali dell'imputato, e non uno solo dal momento che la fattispecie era unica? Semplice: perché bisognava affidare altrettante perizie tecniche d'ufficio e incarichi difensivi. Si scoprirà poi che i due pm gestivano la procura sul "modello Milano". È storia nota che, ai tempi di Tangentopoli, a Milano non finivi dietro le "sbarre preventive" di Antonio Di Pietro (nella foto) e del pool se a difenderti erano Federico Stella o Antonio Lucibello: il prototipo venne assunto, su scala ridotta, a Vallo della Lucania in tema di periti di tribunale e avvocati. L'unica differenza sta nel fatto che Boccassini e Dolce finirono dopo qualche anno in manette. Oggi uno si gode la pensione da magistrato e l'altro fa l'avvocato. Speranza è stato rieletto sindaco nel 2007 nelle liste di centrodestra dopo aver fatto il tesoriere provinciale dell'Udc prima che il partito finisse nelle mani del "mai stato anticomunista" Ciriaco De Mita (copyright del Corriere della Sera).
- Inviata con Google Toolbar
la famiglia boccassini
Cronache Salerno Notizie Salerno Provincia - Home :::: E' scomparso Nicola Boccassini, il giudice che incastrò il clan Mirabile
E’ scomparso il giudice Nicola Boccassini, zio del pm di Milano Ilda Boccassini, nella sua casa di piazza Porta Rotese.
I funerali oggi nella chiesa di San Domenico alla ore undici e trenta.
Magistrato di lungo corso la sua carriera venne stroncata da una serie di indagini che lo portarono all’espulsione dall’ordine giudiziario e gli negarono anche la richiesta di pensionamento anticipato. I guai comunciarono nel 95 quando l ex procuratore capo di Vallo della Lucania fu rinviato a giudizio insieme con altre 31 persone, nell' ambito dell' inchiesta sulle tangenti pagate in cambio dell' "aggiustamento" di processi. Il provvedimento fu emesso dal gip Luigi Esposito. Boccassini, fu accusato di associazione per delinquere, concussione, corruzione, abuso d' ufficio, falso in atto pubblico e favoreggiamento. Cominciarono per lui sette anni di processi, tre gradi, fino alla sentenza definitiva di condanna in Cassazione.
Il Csm, pur di decidere la sua espulsione non gli consentì neppure di garantirsi con un difensore. Nominarono un avvocato di ufficio, lì di passaggio per palazzo dei Marescialli, al quale vennero concesse tre ore per conoscere le carte.La sentenza del Csm venne emessa nel settembre del 2002 e confermata dalla Cassazione l’anno successivo. La sua condanna penale per consussione fu motivo di rigetto anche nel tentativo di ricorso al Consiglio di Stato nel 2007 contro la sentenza emessa dal Tar del Lazio. emessa nel luglio del 2006. Come detto una lunga battaglia legale che non gli permise di ricostruire la carriera. Eppure la sua carriera fu costellata da colpi importanti.
Nel ’75, da giudice istruttore interrogò in America Masino Buscetta nell’ambito di un processo per traffico di droga nel quale fu coinvolto anche un salernitano, Carlo Zippo.Nell’86-87, come sostituto procuratore generale sostenne l’accusa contro il clan di Mario Mirabile. Lascia i figli Betty, Marco, Rossella e Marina. Chi in magistratura, chi nelle libere professioni, chi nella pubblica amministrazione con il rigore della preparazione e della serietà.
Amava ripetere ai pochi amici che gli erano rimasti:
«Rispetto oggi e rispetterò sempre la sentenza di condanna dei magistrati pronunciata nei miei confronti. Rispetto, ma non posso condividere, il provvedimento disciplinare di espulsione dopo che avevo chiesto di pensionarmi. Impugnerò in Cassazione questo provvedimento del Csm, adottato con una inedità severità del tutto sconosciuta ad altri casi analoghi. Chiederò la revisione del processo penale». Invece è morto perdendo la sua ultima battaglia.
- Inviata con Google Toolbar
E’ scomparso il giudice Nicola Boccassini, zio del pm di Milano Ilda Boccassini, nella sua casa di piazza Porta Rotese.
I funerali oggi nella chiesa di San Domenico alla ore undici e trenta.
Magistrato di lungo corso la sua carriera venne stroncata da una serie di indagini che lo portarono all’espulsione dall’ordine giudiziario e gli negarono anche la richiesta di pensionamento anticipato. I guai comunciarono nel 95 quando l ex procuratore capo di Vallo della Lucania fu rinviato a giudizio insieme con altre 31 persone, nell' ambito dell' inchiesta sulle tangenti pagate in cambio dell' "aggiustamento" di processi. Il provvedimento fu emesso dal gip Luigi Esposito. Boccassini, fu accusato di associazione per delinquere, concussione, corruzione, abuso d' ufficio, falso in atto pubblico e favoreggiamento. Cominciarono per lui sette anni di processi, tre gradi, fino alla sentenza definitiva di condanna in Cassazione.
Il Csm, pur di decidere la sua espulsione non gli consentì neppure di garantirsi con un difensore. Nominarono un avvocato di ufficio, lì di passaggio per palazzo dei Marescialli, al quale vennero concesse tre ore per conoscere le carte.La sentenza del Csm venne emessa nel settembre del 2002 e confermata dalla Cassazione l’anno successivo. La sua condanna penale per consussione fu motivo di rigetto anche nel tentativo di ricorso al Consiglio di Stato nel 2007 contro la sentenza emessa dal Tar del Lazio. emessa nel luglio del 2006. Come detto una lunga battaglia legale che non gli permise di ricostruire la carriera. Eppure la sua carriera fu costellata da colpi importanti.
Nel ’75, da giudice istruttore interrogò in America Masino Buscetta nell’ambito di un processo per traffico di droga nel quale fu coinvolto anche un salernitano, Carlo Zippo.Nell’86-87, come sostituto procuratore generale sostenne l’accusa contro il clan di Mario Mirabile. Lascia i figli Betty, Marco, Rossella e Marina. Chi in magistratura, chi nelle libere professioni, chi nella pubblica amministrazione con il rigore della preparazione e della serietà.
Amava ripetere ai pochi amici che gli erano rimasti:
«Rispetto oggi e rispetterò sempre la sentenza di condanna dei magistrati pronunciata nei miei confronti. Rispetto, ma non posso condividere, il provvedimento disciplinare di espulsione dopo che avevo chiesto di pensionarmi. Impugnerò in Cassazione questo provvedimento del Csm, adottato con una inedità severità del tutto sconosciuta ad altri casi analoghi. Chiederò la revisione del processo penale». Invece è morto perdendo la sua ultima battaglia.
- Inviata con Google Toolbar
Iscriviti a:
Post (Atom)