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domenica 8 gennaio 2012

Gli Alawiti: i fedelissimi degli Assad

 
di Giovanni De Sio Cesari
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Il regime siriano degli Assad dopo tanti mesi di manifestazioni oceaniche si mantiene al potere  continuando la sua durissima repressione  I motivi vanno individuati  nella particolare complessità   del caso Siria e in particolate nel decisivo sostegno degli Alawiti
La setta alawita costituisce circa il dieci per cento della popolazione siriana. i sunniti costituiscono il 65 per cento, mentre curdi sunniti e cristiani costituiscono il dieci per cento ciascuno. Ismailiti drusi, sciiti, e altri gruppi minori formano il resto. Da quando pero  il partito  baath (socialista) di Assad ha preso il potere in Siria, il settarismo è diventato un tabù: ogni riferimento alle  identità religiosa è stata  duramente repressa ma l’appartenenza religiosa è rimasta nascosta ma non superata  a somiglianza di quanto è avvenuto nella Yugoslavia comunista di Tito
Ma in qualunque forma l’identità religiosa ed etnica  esiste in tutte le società, e in tempi di crisi, la  identità collettiva viene spesso a indebolirsi èe  la l’appartenenza etnico- religiosa ritorna fortissima .
Se l’elite ricca trascende queste identificazioni e tiene più  conto della classe sociale, della professione, e altri fattori il riferimento etnico religioso si mantiene nella gente comune e come nei Balcani possono riesplodere improvvisamente e drammaticamente
Non si sa molto  della fede alawita – anche tra la stessa comunità alawita –perche le sue credenze e le sue pratiche sono disponibili solo per  pochi iniziati ma si sa  che ha alcune dottrine lontane  dell’Islam : credenza nella trasmigrazione dell’anima, la reincarnazione, la divinità di Ali ibn Abi Talib – il quarto califfo e cugino del Profeta Muhammad – e una santa trinità che comprende Ali , Muhamad e uno dei compagni del profeta, Salman al Farsi.
Nel mondo arabo la maggioranza sunnita  esercita da sempre  una egemonia che spesso ha perseguitato le sette di minoranza. come gli Alawiti. Un tema comune quindi della identità   alawita è la paura di egemonia sunnita, basato su una storia di persecuzione che si è conclusa solo con la scomparsa dell’impero ottomano. Infatti con il  mandato francese che ha sostituito l’impero ottomano nel 1918 gli   Alawiti,  come altre minoranza (per esempio i Maroniti del vicino Libano) hanno  superato la marginalità tradizionale  e iniziato anche un marcia verso l’egemonia e il  potere favorita dal fatto che  per forza di cose sono i sostenitori del laicismo che coincide con la loro emancipazione

Gli  Alawiti sono stati  i maggiori sostenitori del partito Baath ( socialista e laico)  e della la sua ideologia pan-araba che era  un modo per trascendere la stretta identità settaria, Inoltre  l’occupazione negli uffici statali  e soprattutto nell’esercito  erano una  opportunità per la promozione sociale e di fuga dalla povertà.
Cosi nel 1955, la maggior parte degli ufficiali che portaronoo il bath al potere erano Alawiti, che controllavano  anche  accademie militari,
Nel 1970 il potere fu preso dall’alawita  ,Hafez al-Assad .il padre del presente  rais che  si circondò  di persone del suo gruppo di cui poteva maggiormente fidarsi: la setta fu sovra-rappresentata nelle istituzioni statali.
Dal 1960, il regime siriano ha incoraggiato i contadini,soprattutto alawita, ad emigrare dalle regioni di montagna alla pianura, dando loro proprietà delle terre che erano appartenute ad una elite a maggioranza sunnita
Tuttavia poi  la stessa identità  degli Alawiti è stata spostata dall’ambito religioso a quello politico: la comunità non si identifica più nel proprio credo religioso ma solo e semplicemente nel sostegno  della famiglia Assad mentre  lo stesso Bath ha  perduto ogni ideale  iniziale.
Gli  Alawiti erano storicamente respinti  dell’Islam. Per essere accettato come leader, Assad ha dovuto convincere i sunniti che gli  Alawiti erano in sostanza  dei buoni mussulmani , Attualmente gli  Alawiti non ricevono nessuna istruzione sulla loro stessa religione. i libri di scuola siriana non  contengono alcuna menzione della parola “alawita”. L’educazione islamica nelle scuole siriane è tradizionale, rigida, e sunnita, non si fa  nessun tentativo di inculcare nozioni di tolleranza e rispetto delle tradizioni religiose diverse dall’ islam sunnita tranne che per il cristianesimo che è un’eccezione
Il regime ha negato qualsiasi spazio pubblico agli  Alawiti per  praticare la loro religione. non riconoscono alcun consiglio alawita che possa  elaborare  elementi dottrinali  e molti siriani la percepiscono come una fede misteriosa.
Gli Alawiti hanno fatto forse un buon affare economico- politico ; hanno perso la propria identità  e accettato il mito che erano “buoni musulmani” per vincere l’opposizione sunnita La perdita del ruolo tradizionale dei  capi Alawiti, impedisce  loro di stabilire posizioni e di impegnarsi come una comunità nei confronti delle altre  comunità siriane – rafforzando i timori settari e i sospetti .
Fra le  confessioni siriane gli ,Alawiti sono i più laici  possono vantare il maggior numero di matrimoni interconfessionali, e sono i più integrati con altre sette, nei rapporti sia personali che aziendali.
Gli Alawiti percepiscono se stessi come i più liberali e laici dei  musulmani i Essi indicano il loro consumo di alcol, l’interazione libera tra i loro uomini e donne e il modo più occidentale del vestire e del comportarsi delle  donne

E ‘ difficile dire che cosa rende qualcuno un alawita, tranne che che  essere figlio di  un alawita.
La maggioranza sunnita, nel frattempo, ricorda la brutalità con cui è stato schiacciato la insurrezione armata dei  Fratelli Mussulmani che furono eliminati fisicamente in Siria e in gran parte sono  assenti dalla rivolta in corso, anche se la maggior parte dei manifestanti di oggi sono sunniti conservatori.

Gli Alawiti aanno adottato lo slogan “Assad per sempre”, incapaci di separarsi dal regime o immaginare una Siria senza Assad. Percepiscono come un tradimento vergognoso non sostenerlo fino all’ultimo.
L’opposizione non è riuscita ad articolare una visione per quello che succederà alle decine di migliaia di Alawiti delle forze di sicurezza e dello Stato. ma minacciano  di punire  in futuro coloro che attivamente sostengono il regime
La fine del regime influirà direttamente quasi su ogni famiglia alawita.
E ‘facile dire se s è  in una zona alawita in Siria in questi giorni. Sarà il luogo dove è addobbato ogni spazio disponibile con le foto del presidente Bashar, il fratello Maher e il loro padre Hafez. Si tratta di un culto della personalità, con muri portanti i graffiti: “Assad per sempre”e foto del presidente.
Gli Alawiti però negano di controllare lo stato,  affermano anzi di essere sotto rappresentati nelle  cariche pubbliche, che non hanno alcun fine settario che  ma che si battono solo per la Siria, per  tutta la Siria

Accusano i rivoltosi di essere degli ignoranti, di essere eterodiretti da un complotto internazionale guidato da sionisti e americani ( eterno ritornello di tutti le dispute  fra Arabi) Affermano poi che gli Stati Uniti  sono in combutta con gli islamisti il che suona molto strano ma viene giustificato dal fatto che gli Americani vorrebbero contrastare  nel Medio Oriente l’influenza cinese
Starebbero usando gruppi musulmani contro la Cina; dicono  che il Corano parla della minaccia da una invasione gialla. ( che però, in verita  non ci risulta )
Con la presa  di Tripoli dei  ribelli libici assistiti dalla NATO sono  preoccupati per la possibilità di un intervento Nato o della Turchia, loro potente vicino.

Alawiti

Alawiti (ar. ´Alawiyya) Nome («discendenti di ‛Alī») coniato dall’amministrazione francese per indicare la setta musulmana sciita dei Nuṣairī e la regione da essi abitata, fra Tripoli e Laodicea, sopra le falde occidentali del gebel Ansāriyya. Staccata dal Libano nel 1920 ed eretta in amministrazione autonoma con la denominazione di Territorio degli A., poi di Stato alawita, nel 1922 la regione entrò a far parte della Federazione siriana, dalla quale uscì nel 1924 ricostituendosi come Territorio autonomo degli A., poi divenuto (1930) Governatorato autonomo di Laodicea. Prefettura della repubblica siriana dal 1935, di nuovo territorio autonomo nel 1939, con la definitiva cessazione del mandato francese (1945) è stata reincorporata nella Siria.

da treccani

Siria, alawiti 1

Gli alawiti sono la minoranza che governa la Siria, Paese a maggioranza sunnita. Il termine "alawiti", significa seguaci di Ali, vale a dire il cognato e cugino del profeta Maometto e padre del giovane Hussein, l'uomo venerato dagli sciiti e ucciso nella battaglia di Kerbala. L'episodio che diede vita allo scisma tra sunniti e sciiti. Teologicamente gli alawiti sostengono di essere sciiti duodecimani. Oltre al Corano, il loro libro sacro è il Kitab al Majmù. Gli alawiti vivono in tutte le grandi città della Siria, dove sono 2 milioni (circa il 20% della popolazione). Meno di 100mila alawiti vivono in Libano.

Siria, alawiti

Una utile e documentata analisi della popolazione e della religione siriana.
Gli alawiti, setta sciita alla quale appartengono gli Assad, crede in una trinità tutta umana ed ha molte affinità con l'Ismailismo. Come gli Sciiti Ismailiti, gli alauiti credono in un sistema di incarnazione divina, così come ad una lettura esoterica del Corano. Contrariamente agli ismailiti, gli alauiti considerano Alì come incarnazione della divinità della triade divina. Come tale, Ali è il "Significato"; Maometto, che Alì creò con la sua luce, è il "Nome"; e Salman il Persiano è il "cancello". Il catechismo alauita è espresso nella formula: "Mi rivolgo al cancello; mi inchino al nome; adoro il significato." Un alauita prega in una maniera che ricalca la shahada: "testimonio che non c'è Dio al di fuori di Alì." Ma egli deve anche dichiarare che è un musulmano. Gli alauiti credono di essere i veri e migliori musulmani. (...) La religione alauita è segreta e gli alauiti non accettano converititi, né la pubblicazione dei loro testi sacri. La gran parte degli alauiti conosce ben poco dei contenuti dei loro testi sacri o della loro teologia, che è custodita gelosamente da una ristretta cerchia di iniziati (...)  La religione alauita sembra basarsi sullo gnosticismo e sul neoplatonismo. Secondo la fede alauita, tutte le persone erano in origine delle stelle nel mondo della luce, ma caddero dal firmamento a causa della disobbedienza. Il mondo materiale è un luogo pieno di pericoli, nemici e impurità. Il male essenziale di questa esistenza presente può essere evitato con l'aiuto del divino creatore. Ogni alauita ha nella sua anima una parte della luce del divino creatore, cui si può accedere e che porta alla retta via e alla salvezza. I fedeli alauiti credono che si dovranno trasformare o rinascere sette volte prima di tornare ad avere un posto tra le stelle, dove Alì è il principe. Se meritevoli di biasimo, essi rinascono talvolta come cristiani o ebrei, tra i quali rimarranno fino a quando l'espiazione sarà completa. Gli infedeli rinascono come animali. (...)
 
A causa della natura altamente sincretistica della religione, gli studiosi hanno sostenuto che l'alauismo è correlato alla cristianità perché gli alauiti hanno una trinità, bevono vino come possibile forma di comunione e riconoscono il natale. Diverse fonti sostengono invece che i loro riti comprendono resti dei rituali sacrificali fenici.
Anche se gli alauiti riconoscono i cinque pilastri dell'Islam, ma li considerano come doveri simbolici e pochi li seguono.
STORIA
Nel 1939 una parte della Siria nord-occidentale, il Sanjak di Alessandretta, l'odierna Hatay, che conteneva un gran numero di alauiti, venne ceduto alla Turchia dai francesi, facendo arrabbiare la comunità alauita e i siriani in generale. Zaki al-Arsuzi, il giovane capo alauita di Antioco, in Iskandariyya (in seguito chiamata Hatay dai turchi) che guidò la resistenza all'annessione della sua provincia da parte dei turchi, divenne in seguito un fondatore del Partito Ba'ath assieme a Michel Aflaq. Dopo la seconda guerra mondiale, quando le province alauite vennero unite con la Siria, i seguaci alauiti di Sulayman al-Murshid cercarono di resistere all'integrazione. Egli venne catturato ed impiccato dal governo Siriano, di recente indipendenza, a Damasco nel 1946.
Nel 1970, l'allora Colonnello dell'Aeronautica Militare Hafez al-Assad prese il potere ed incitò un "movimento correzionista" nel Partito Ba'ath. Nel 1971 al-Assad divenne presidente della Siria. Lo status degli alauiti venne migliorato significativamente e nel 1974 Imam Musa al-Sadr, capo degli sciiti duodecimani del Libano, proclamò l'accettazione degli alauiti come veri Musulmani. Fino a quel momento le autorità musulmane - sia Sunnite che Sciite - si erano rifiutate di riconoscerli come veri musulmani.

sabato 7 gennaio 2012

siria, Il futuro nelle mani di una donna filo occidentale

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La rivista fashion più in, Vogue, l'ha di recente definita "la rosa del deserto" per la sua eleganza e bellezza, tipicamente british. Asma al Assad è la moglie del presidente
siriano Bashar al Assad e potrebbe essere lei la chiave di volta per risolvere la crisi.
Nata 35 anni fa a Londra da una madre diplomatica e da un padre cardiologo, è indicata come la maggiore consulente del marito. C'è chi confida nei suoi ideali liberali e nel suo impegno a favore della "cittadinanza attiva" per metter fine alla dura repressione in atto a Daraa e in altre città del Paese, dove dal 18 marzo sono in corso manifestazioni anti governative. Doppia cittadinanza siriana e britannica, Asma era nota come Emma ai suoi compagni di scuola e di università a Londra. Descritta come «una donna inglese in ogni senso, nel modo di vestirsi, parlare e atteggiarsi» da un giornalista britannico che l'ha incontrata di recente, questa giovane signora potrebbe presto svolgere un ruolo chiave nel futuro della Siria. Come fedele consulente del marito presidente, Asma, che un'altra celeberrima rivista fashion, la francese Elle ha indicato come "la donna più bella in politica", potrebbe riuscíre a convincerlo a metter fine alle rivolte in corso offrendo riforme politiche. Diverse first lady arabe, da Leila Tablisi moglie del tunisino Ben Ali a Susanne Mubarak, moglie dell'ex raìs egiziano, hanno ricevuto diverse critiche per la loro vicinanza ai poteri corrotti; Asrrz, la più filo occidentale delle mogli di capi di Stato mediorientali, è stata invece definita come «la migliore speranza della leadership» di Damasco.
I genitori di Asma, entrambi musulmani sunniti, hanno abbandonato la Siria per trasferirsi a Londra dove il padre, impegnato presso il Cromwell Hospital, avrebbe avuto un miglior livello di educazione e di addestramento medico. Asma è stata educata presso la scuola della Chiesa di Inghilterra prima di frequentare un istituto privato per sole bambine, il Queen's College ad Harley Street. Da qui, Asma è poi andata al King's College di Londra, dove ha studiato informatica e conseguito un diploma in letteratura francese. Dopo sei mesi di viaggi è entrata aIla Deutsche Bank come analista in hedge fund management. Quindi si è trasferita alla banca di investimenti JP Morgan e ha lavorato tra Parigi e New York, oltre che a Londra. Durante una vacanza ín Siria con la sua famiglia ha conosciuto Bashar.
Tl futuro presidente sí è quindi trasferito a Londra per studiare oftalmologia e qui è rimasto fino a quando il fratello maggiore Basil, designato a succedere al padre alla presidenza, è morto in un incidente stradale. Asma e Bashar hanno iniziato a frequentarsi in segreto e lei ha dato le dimissioni dalla JP Morgan solo un mese prima di sposarsi e senza dare spiegazioni. Chi la conosce dice che, ovviamente, avendo trascorso 25 anni della sua vita a Londra Asma abbia valori liberali occidentali.
A Damasco, Bashar e Asma vivono in un appartamento con grandi vetrate e i loro tre figli frequentano una scuola Montessori. Asma parla quattro lingue e i suoi rapporti con la Francia l'hanno portata a impegnarsi a tal punto da riuscire a far aprire al museo del Louvre una sezione dedicata alle attrazioni culturali siriane. Si è anche ímpegnata per la
costruzione di "una cittadinanza attiva" in Siria, cercando di coinvolgere i suoi connazionali in uno "spirito di apertura"
Mentre i social network erano vietati in Siria, Asma si è creata una pagina Facebook personale; figlia di musulmani sunniti, ha un marito che appartiene alla minoranza degli Alawiti. Insieme al padre ha istituito diverse organizzazioni di beneficenza a Londra, come la Syria Heritage Foundation di cui fanno parte, tra gli altrí, Lord Powell, già consulente di Margaret Thatcher, e Wafic Said, il miliardario fondatore della Said Business School presso la Oxford University.
Sulla sua sincerità non ci sono dubbi, ma secondo gli analisti ci sono in realtà poche speranze che lei ríesca realmenté a convincere il marito e la famiglia degli Assad, al potere dal 1963, ad attuare vere riforme ín sen-so democratico. Anche per questo, forse, la bella Asma non è ben vista dalla suocera, moglie del sanguinario dittatore Hafez, e ín generale dalla famiglia del marito.